Monday, 18 November 2013 15:37

EUROPEAN YOUTH GUARANTEE: L’EUROPA DEI GIOVANI

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Parte la nuova Rubrica di Aises Young, nella quale verranno analizzate, una alla volta, le principali misure degli Stati membri contro la disoccupazione giovanile. Perché il tempo dei proclami e delle chiacchiere è finito. L’Unione Europea e i singoli governi nazionali devono intervenire, c’è un’intera generazione a rischio. A cura di Cerroni Roberto

 

N° 1

Emergenza giovani: “On Establishing a Youth Guarantee”

La “Youth Guarantee”, conosciuta in molti Paesi come “Job Guarantee”, è l’ultima iniziativa dell’Unione Europea per affrontare la drammatica disoccupazione giovanile del continente. I governi dei ventotto Stati, insieme alle autorità regionali e ai servizi nazionali di pubblico impiego, “si devono impegnare a offrire alle persone di età inferiore ai venticinque anni un’adeguata occupazione, un’educazione permanente, un apprendistato o un tirocinio entro i primi quattro mesi dal termine dei loro studi”. Si tratta, quindi, di un insieme di misure volte a favorire le necessarie opportunità a una categoria esclusa dal mercato dal mercato del lavoro. Sono i paesi nordici - Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia - a costituire i principali modelli di riferimento, avendo introdotto, già durante gli anni ottanta e novanta, una serie di politiche a garanzia dei giovani.

Nel terzo trimestre del 2012 il loro tasso di disoccupazione in Europa ha raggiunto il 22,7%. Una cifra due volte più elevata rispetto ai soggetti di età adulta. L’Eurostat ha calcolato che circa 5,5 milioni di giovani sono risultati inoccupati nel corso del 2012, mentre sono addirittura 7,5 milioni i cosiddetti “NEET”, coloro che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in alcun tipo di programma di formazione. Nel corso dell’ultimo anno questa drammatica situazione si è ulteriormente aggravata, raggiungendo il 23,5% in Eu-28 e il 24,1% nell’Eurozona. I Paesi più colpiti restano la Grecia (57,3% nel luglio 2013), la Spagna (56,5% nel corso dell’anno) e la Croazia (52,8% nel terzo quarto del 2013), ultima a entrare nell’Unione. Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è passato dal 36% del settembre 2012 al 40,4% di un anno dopo.

In questo contesto, appena descritto, si inserisce la “Youth Guarantee”. Un’iniziativa che è stata inclusa all’interno della “Youth Employment Package”, un pacchetto proposto dalla Commissione nel 2012 per rilanciare l’occupazione giovanile e prevenire il fenomeno dei Neet. Oltre alla raccomandazione “On Establishing a Youth Guarantee”, adottata dal Consiglio il 22 aprile 2013, il pacchetto prevede delle consultazioni dei partners sociali europei “on a quality framework for traineeships” e l’iniziativa “A European Alliance for Apprenticeships”, avviata nel luglio 2013 e volta a incrementare la qualità dell’istituto dell’apprendistato e a diffonderne le potenzialità.

La “Youth Guarantee”, quindi, viene istituita con l’obiettivo di supportare i giovani nel periodo di transizione dall’istruzione all’occupazione. La necessità di un intervento prioritario era già stata evidenziata dal Consiglio nel 2005 - quindi precedentemente allo scoppio della crisi economica mondiale - nel contesto delle “Employment policy guidelines” (2005-2008), laddove si sollecitavano gli Stati membri a garantire “ad ogni giovane disoccupato un’opportunità d’impiego entro i primi sei mesi d’inattività”. Nel 2008 questo termine è stato ridotto a quattro per coloro che hanno appena concluso il ciclo d’istruzione scolastica. Nel corso del 2011 e del 2012 ci sono state numerose esortazioni a introdurre una “Youth Guarantee” da parte del Parlamento europeo e dell'European Youth Forum, una piattaforma europea cui partecipano le novantanove principali organizzazioni giovanili, sia governative che Ong. Nel dicembre 2011, inoltre, la Commissione europea ha proposto la “Youth Opportunities Initiative”, adottata dal Consiglio nel febbraio dell’anno seguente, che ha stanziato circa 6 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 di cui tre elargiti dal Fondo sociale europeo. Nell’”2013 Annual Growth Survey” la Commissione europea ha nuovamente esortato gli Stati membri a facilitare il periodo di transizione verso il primo impiego dei giovani, soprattutto di età inferiore ai venticinque anni, garantendo loro un’offerta di occupazione, un’educazione permanente, possibilità di apprendistato o di tirocinio entro i primi quattro mesi dal termine dei loro studi.

Il Consiglio ha così adottato la raccomandazione del 22 aprile 2013 “On Establishing a Youth Guarantee”, nella quale sono contenute le principali sollecitazioni agli Stati membri per favorire politiche contro la disoccupazione giovanile. Le aree (“axes”) di intervento previste dall’iniziativa sono sei:

  • Promuovere effettive partnership con tutti gli stakeholder;
  • Rafforzare il ruolo dei servizi di pubblico impiego nel supporto ai giovani al fine di impedire che diventino Neet;
  • Intraprendere misure concrete che promuovano la loro integrazione nel mercato del lavoro;
  • Usufruire pienamente delle risorse stanziate dai fondi europei, in particolare dal FSE;
  • Adottare tutte le politiche necessarie per incrementare l’efficacia della “Youth Guarantee”.

 

Per la sua attuazione, inoltre, è previsto un sostegno finanziario da parte dei fondi europei, in particolare dal Fondo sociale europeo, che stanzierà alcune delle risorse disponibili nel periodo 2014-2020. La Commissione si sta mobilitando per promuovere un continuo scambio di “best practices” tra i ventotto Paesi membri, sia mediante un supporto diretto nello sviluppo dei “National Youth Guarantee Implementation Plans”, sia attraverso il monitoraggio delle misure di attuazione della strategia nel corso del semestre europeo, sia con significative attività di sensibilizzazione.

In seguito all’adozione della raccomandazione del Consiglio, si è aperto un accesso dibattito sui costi dell’iniziativa. Due recenti studi dell’ILO e dell’Eurostat hanno cercato di fornire una risposta, pubblicando alcune stime che dimostrano come i benefici superino ampiamente i costi previsti. Nel 2012 l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha calcolato che i costi di attuazione della “Youth Guarantee” siano pari a ventuno miliari di euro, lo 0,22% del Pil dell’Eurozona. Una cifra notevolmente inferiore rispetto ai 153 miliardi previsti in caso di mancato intervento nei confronti dei Neet. Lo stesso Document Staff Working della Commissione, che accompagna il testo della raccomandazione, conferma queste previsioni.

La“Youth Guarantee” rappresenta un’occasione unica per affrontare direttamente la disoccupazione giovanile e le sue conseguenze nei mercati del lavoro europei. Come si vedrà nei prossimi numeri, le misure adottate dagli Stati membri non solo sono state differenti, ma hanno anche prodotto effetti diversi, in alcuni casi positivi, in altri negativi. Non resta, quindi, che analizzarle caso per caso, Paese per Paese. Solo al termine di uno studio completo ed esaustivo, sarà possibile stabilire l’effettiva utilità di questi interventi e darne un giudizio complessivo.

Sarà un viaggio impegnativo ma interessante, alla scoperta della realtà giovanile europea.